01

Ott14

Efficienza energetica nella architettura

Sistemi impiantistici ed efficienza energetica. Lo scenario attuale.

Ogni nazione costruisce case adatte al proprio clima. In quest’epoca di compenetrazioni sul piano internazionale delle tecniche scientifiche io propongo: un unico edificio per tutte le nazioni e tutti i climi, la casa con respiration exacte”.

Con questa affermazione Le Corbusier dichiarava[1], riferendosi a proprie architetture, che queste potevano essere progettate e realizzate in qualsiasi luogo purché dotate di adeguati dispositivi meccanici e impiantistici ai fini di garantire il mantenimento della temperatura degli ambienti interni alla temperatura di comfort. La frase, detta da un architetto che è stato uno dei primi a considerare i flussi ambientali naturali, quali il sole e il vento, come veri e propri materiali da costruzione, considerando i loro effetti in grado di influenzare i caratteri architettonici, morfologici e organizzativi dei sistemi insediativi, è significativa di come sia stato difficile, e lo è tuttora, trovare una posizione strategico-culturale equilibrata e sostenibile, tra progettazione architettonica, esigenze energetiche e progettazione impiantistica. Circa trenta anni dopo Victor Olgyay, nel suo trattato “Progettare con il clima. Un approccio bioclimatico al regionalismo architettonico” gettava le basi per lo studio scientifico dei rapporti tra morfologia edilizia e contesto climatico, affermando, al contrario, l’impossibilità di costruire edifici in maniera pressoché analoga o identica in luoghi e contesti diversi, nonché rilevando come le stesse forme di vita, sia animali che vegetali, in funzione del clima avessero forme ed aspetti differenti. Olgyay quindi, sostanzialmente, subordinava l’efficienza energetica degli edifici all’efficienza energetico-ambientale della forma e delle caratteristiche fisico-costitutive, piuttosto che alla mera efficienza degli impianti di climatizzazione. Attualmente appare chiaro che, in funzione degli obiettivi di sostenibilità energetico-ambientale degli assetti costruiti, l’efficienza energetica degli impianti non può oggi essere concettualmente disgiunta dall’efficienza energetica della forma architettonica e dell’assetto fisico-costitutivo (dato dai materiali e dai componenti costitutivi) dell’edificio, ma va considerata nell’ambito di un concetto di efficienza energetica complessiva, nel quale le caratteristiche tecniche e tecnologiche degli impianti vanno rapportate e selezionate in funzione della prestazione energetica degli involucri edilizi. L’efficienza energetica complessiva di un edificio si misura infatti in base al rapporto tra la quantità di energia necessaria all’edificio per garantire le necessarie condizioni di comfort degli ambienti e la quantità di energia fornita dal sistema tecnologico-impiantistico. In rapporto a questo assunto, la semplice applicazione di tecnologie impiantistico-energetiche su di un edificio, anche se meccanicamente efficienti e basate sulla utilizzazione di risorse energetiche rinnovabili, non va automaticamente a conseguire né elevati livelli di efficienza energetica né specifici obiettivi di sostenibilità ambientale.

Fig.1. …la semplice sovrapposizione, ad esempio, di un impianto solare (termico o fotovoltaico), ad una struttura di copertura, non può essere scambiata per una efficace strategia di efficientamento energetico…

Fig.1. ...la semplice sovrapposizione, ad esempio, di un impianto solare (termico o fotovoltaico), ad una struttura di copertura, non può essere scambiata per una efficace strategia di efficientamento energetico...

Considerando che, in relazione all’aumento di complessità delle funzioni impiantistiche, l’impatto dei loro costi e degli spazi necessari, sul sistema edificio, può anche superare, in un edificio complesso il 30%, risulta chiaro come la tematica dell’integrazione delle tecnologie impiantistiche negli edifici richieda particolare attenzione e studio nello sviluppo del progetto. A questo scopo le opzioni tecnologiche oggi praticabili consentono di adattare perfettamente l’impianto energetico sia alla specifica funzione d’uso dell’edificio, sia alle caratteristiche prestazionali dell’involucro: Impianti di riscaldamento ad alta temperatura per edifici e ambienti che necessitano di una pronta risposta nei confronti della richiesta termica, correlati a terminali di erogazione energetica puntuali; impianti a bassa temperatura correlati a superfici radianti (pavimenti, pareti, soffitti) per ambienti in cui si preferisce mantenere circa costante la temperatura ambientale nel periodo giornaliero unitamente ad una il più possibile omogenea distribuzione di calore in ambiente. Relativamente alla fase di produzione dell’energia, la tecnologia ci consente oramai di prescindere del tutto dall’utilizzazione dei combustibili fossili: caldaie a biomassa, cogeneratori a biomassa e a biocarburanti, sistemi di gassificazione e pirogassificazione che utilizzano biomasse o rifiuti, sistemi geotermici a bassa entalpia e sistemi geotermici che utilizzano il calore endogeno, come nel caso di Ferrara, alimentata per il 60% da energia geotermica (vedere anche articolo: “Geotermia e teleriscaldamento. L’esempio di Ferrara”; marzo 2010); tecnologie microeoliche, attualmente al centro di una sperimentazione progettuale finalizzata a  trasferire la tecnologia eolica all’interno dei tessuti urbani e condotta da designer come Philippe Starck, e poi tutta la gamma delle soluzioni tecnologiche per l’utilizzazione dell’energia solare, oramai collaudate, sviluppate e sostenute, anche nel nostro Paese, da specifiche politiche di incentivazione. Pertanto il perseverare nel ricorso a tecnologie di produzione energetica basate sull’utilizzazione delle risorse energetiche esauribili e su processi di produzione energetica caratterizzati da emissioni climalteranti, nonché il perseverare nell’utilizzazione di tecnologie poco efficienti in quanto scarsamente integrate con le caratteristiche funzionali e fisico-costitutive degli organismi edilizi, sono oramai atteggiamenti poco giustificabili, poco comprensibili e decisamente inadeguati in funzione degli specifici, ed oggi irrinunciabili, obiettivi di efficienza energetico-ambientale degli edifici e degli assetti costruiti.

Fig.2. … Relativamente alla fase di produzione dell’energia, la tecnologia ci consente oramai di prescindere del tutto dall’utilizzazione dei combustibili fossili: caldaie a biomassa, cogeneratori a biomassa e a biocarburanti…. sistemi geotermici a bassa entalpia…

(Centrale geotermica a bassa entalpia, ImpreMe Spa; comparto edilizio Z2- “Rinascimento Terzo”; Roma)

Fig.2. ... Relativamente alla fase di produzione dell’energia, la tecnologia ci consente oramai di prescindere del tutto dall’utilizzazione dei combustibili fossili: caldaie a biomassa, cogeneratori a biomassa e a biocarburanti.... sistemi geotermici a bassa entalpia... (Centrale geotermica a bassa entalpia, ImpreMe Spa; comparto edilizio Z2- “Rinascimento Terzo”; Roma)

Fig.3. ….tecnologie microeoliche, attualmente al centro di una sperimentazione progettuale finalizzata a  trasferire la tecnologia eolica all’interno dei tessuti urbani e condotta da designer come Philippe Starck… (immagine tratta dal sito: http://blog.casase.it/)


[1] “Précisions sur un état présent de l’architecture et de l’urbanisme”, Le Corbusier; G.Crès, Parigi, 1930.

0 Commenti

Invia un commento

nome

e-mail

commento

Tools