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Mar09

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Il sole artificiale: la nuova frontiera dell’energia rinnovabile.

Può risultare difficile da immaginare, ma, grazie alla ricerca scientifica e ad avanzate tecnologie, tra breve tempo sarà possibile riprodurre artificialmente una stella e sfruttarne l’enorme potenziale energetico.Il processo attraverso il quale ciò sarebbe possibile è quello della fusione nucleare che, in estrema sintesi, permette di creare energia attraverso l’unione di due nuclei leggeri (deuterio e trizio), a differenza di quanto accade nella fissione nucleare dove lâ’energia viene prodotta dalla rottura di due nuclei pesanti (uranio e plutonio). Il primo e più importante vantaggio dato dalla fusione nucleare è che non produce scorie radioattive.

Si tratta, inoltre, di un’energia pulita, a zero emissioni di CO2 e, come tutte le fonti di energia rinnovabile, disponibile in maniera illimitata.
Se, da un lato, le centrali a fissione nucleare rappresentano ormai una realtà consolidata in molte zone del nostro pianeta (è ad esse che ci si riferisce quando si parla di centrali nucleari), dall’altro, lo sfruttamento dell’energia a fusione nucleare è ancora in una fase sperimentale e non trova unanime riscontro presso la comunità scientifica.

Impianti energetici a fusione nucleare non sono ancora in funzione, ma è di pochi giorni fa la notizia che nel laboratorio statunitense Lawrence Livermore è stato effettuato un esperimento che si avvicina molto a quella che potremmo definire l’accensione di un Sole artificiale. L’esperimento è avvenuto nella centrale di fusione nucleare (National Ignition Facility NIF) situata presso il laboratorio di Lawrence Livermore, in California.

Il NIF funziona in questo modo: 192 laser concentrano contemporaneamente la loro energia su un’unica camera bersaglio di forma sferica con il diametro di 10 metri, al centro della quale è collocata una pallina bersaglio rivestita d’oro e contenente deuterio e trizio (c.d. pellet). Quando il pellet della pallina bersaglio viene riscaldato e compresso dai laser raggiunge una temperatura superiore alla temperatura interna del Sole.

Ogni pellet surriscaldata emana energia. Lunedì 9 marzo, per la prima volta, tutti i 192 laser del NIF sono stati diretti contemporaneamente verso il centro vuoto della camera bersaglio, il passo successivo sarà quello di collocare all’interno della camera bersaglio molteplici pellet in grado di produrre energia, per poi costruire una centrale energetica “pilota” a fusione controllata.

Come si vede, si tratta di un percorso ancora lungo e, soprattutto, costosissimo (questo è uno dei motivi per i quali parte degli scienziati è scettica sulla fusione nucleare e vorrebbe, invece, che le risorse economiche necessarie per la sperimentazione fossero dirottate su più collaudate forme di energie rinnovabili), ma ciò non significa che si tratta di un percorso irrealizzabile.

Una centrale di fusione nucleare puù essere costruita in ogni area del mondo, anche in quelle nelle quali scarseggiano fonti energetiche, e sarebbe in grado di garantire un approvvigionamento energetico continuo, affidabile e non inquinante dal momento che, di fatto, sarebbe come avere un piccolo Sole in casa propria.

Fabrizio Pera

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