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Mar10

Architettura bioclimatica | news

Caratteristiche tecnico-realizzative dei sistemi a soffitto radiante.

Le caratteristiche tecnico-realizzative dei sistemi a soffitto radiante influiscono direttamente e notevolmente sulle rese termiche del sistema e quindi sulle caratteristiche del comfort ambientale che vanno a determinare. Occorre pertanto conoscerle in maniera adeguata per poter effettuare appropriate scelte in rapporto alle specifiche esigenze ambientali.
Per i sistemi a soffitto radiante esistono fondamentalmente due differenti modalità di realizzazione: installazione in aderenza alle strutture, ovvero in aderenza al soffitto, ed installazione a controsoffitto mediante la realizzazione di una specifica controsoffittatura. Per la seconda modalità tecnico-realizzativa è in genere richiesto un maggiore spazio disponibile e, per interpiani al limite delle altezze utili richieste dalle normative, vi possono essere problematiche ostative all’installazione del sistema (es. i locali con altezze nette pari a m 2,70-2,75, non si prestano ad ospitare tali tipologie di impianto).
Nel caso dell’installazione in aderenza al soffitto, delle reti di tubi capillari possono essere direttamente addossate ed applicate al soffitto grezzo (anche prevedendo una specifica fase di rimozione dell’intonaco in caso di intervento su un edificio esistente) tramite staffe di vario tipo. Il tutto può essere poi intonacato ai fini di nascondere del tutto l’impianto. La versatilità di questa modalità tecnico-realizzativa risulta minore rispetto la seconda e maggiormente laboriosa.
Nel caso dell’installazione a controsoffitto si procede invece come nella realizzazione di una controsoffittatura tradizionale, ovvero predisponendo una struttura metallica di sostegno e fissando su tale supporto i moduli radianti già preassemblati. Anche in quest’ultimo caso si può tuttavia scegliere di addossare il controsoffitto all’intradosso del solaio, ad esempio per ragioni di spazio e di altezza utile del locale, tenendo presente che è preferibile, ai fini di facilitare le operazioni di manutenzione e controllo dell’impianto, la soluzione che prevede un opportuno ribasso del livello di posa in opera del controsoffitto rispetto la quota di intradosso del solaio.
In riferimento alle specifiche tipologie costruttive e fisico-costitutive utilizzabili c’è da osservare che sono differenti i prodotti esistenti in commercio, basati sull’utilizzazione di diversi materiali per la realizzazione dei pannelli. I principali tipi di pannelli per soffitti radianti possono comunque essere individuati in due fondamentali tipologie, in funzione di ognuna delle quali vi sono poi delle varianti in termini di specificità di alcuni materiali costitutivi:

- Soffitti radianti con pannelli metallici, tubazioni e serpentine metalliche, diffusori termici;
- Soffitti radianti con pannelli in cartongesso, tubazioni e serpentine in materiale plastico di diametro ridotto.

Nell’ambito della prima tipologia possono essere previsti pannelli in acciaio o alluminio e tubazioni preferibilmente in rame. La seconda tipologia prevede spesso lastre di gesso rivestito nelle quali è già integrato il circuito capillare costituito generalmente da tubi in PVB.
Le rese termiche dei diversi pannelli devono essere espresse a seguito di specifici test di laboratorio effettuati presso istituti accreditati e riconosciuti internazionalmente. Queste vengono dichiarate in termini di W/mq, dove il valore è riferito alla cosiddetta superficie attiva del pannello. Nei casi di impianto costituito da pannelli metallici, la superficie attiva del pannello viene calcolata attraverso il prodotto di tre fattori fondamentali: il numero dei profili conduttori, il loro interasse e la loro lunghezza. In tali casi la superficie attiva non corrisponde all’intera superficie del pannello: in percentuale, il cosiddetto coefficiente di attivazione o di occupazione del pannello è sempre inferiore al 100%. Nel caso dei pannelli in cartongesso o similari, con integrato un circuito capillare di tubazioni in materiale plastico, la superficie attiva può invece anche essere pari al 100% della superficie del pannello.

Pannello attivato con materiale fonoassorbente

Fig 1 “ Particolare di un pannello attivato con materiale fonoassorbente (TNT) di colore nero”.
A Pannello metallico
B Profilo conduttore
C Serpentina in rame

Immagine e testo didascalico tratti da RCI (riscaldamento-climatizzazione-idronica) n.4/2009; articolo “Misurazione delle potenze nei soffitti radianti”, di Gianluca Lullo

Nei casi in cui la superficie attiva si discosti dalla superficie complessiva del pannello è fondamentale distinguere tra resa termica nominale del pannello (relativa alla specifica superficie attiva) e resa termica del pannello complessivo. In tal caso la resa termica complessiva va calcolata moltiplicando la resa termica nominale, indicata nel certificato del pannello, per il coefficiente di occupazione del pannello (es. coeff. di occupazione pari all’85% con pannello caratterizzato da resa termica nominale pari a 70 W/mq, si avrà: 70 x 0,85 = 59,5 W/mq come valore della resa termica dell’intero pannello).
Occorre inoltre porre in evidenza che anche la presenza di eventuali materiali isolanti termo-acustici posti a ridosso della superficie del soffitto può determinare diverse rese termo-frigorifere del sistema. Così come lo specifico collegamento, nel caso dei pannelli metallici, tra il profilo conduttore ed il pannello metallico.
Particolare attenzione occorrerà porre pertanto, nella fase di progettazione, ai dati tecnici espressi dai certificati che accompagnano questi prodotti, in ragione dell’estrema delicatezza che riveste, nella realizzazione dei sistemi di climatizzazione a soffitto radiante, la fase di progettazione e dimensionamento dell’impianto.

Domenico D’Olimpio

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